Gaetano Chierici, illustre personaggio della storia reggiana, nazionale e internazionale, nel secondo centenario della nascita (24 settembre 1819)
celebrazioni nel bicentenario della nascita
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Il territorio di Reggio Emilia celebra il suo grande concittadino Gaetano Chierici nel bicentenario della nascita. Tra febbraio e dicembre una mostra, pubblicazioni, escursioni, visite guidate, attività didattiche ed educative, riallestimento di sezioni del museo e intitolazione di spazi urbani.
E dal 19 al 21 settembre un Convegno scientifico internazionale in prossimità della ricorrenza della sua data di nascita, il 24 settembre 1819

Gaetano Chierici (1819-1886). Prete, archeologo, insegnante, patriota
La complessità di un uomo lineare verso cui Reggio Emilia e la cultura hanno un grande debito di riconoscenza

Lettore, sia tu retrivo o progressista, volta pagina:
chi ti sta innanzi è prete e preistorico (passa la brutta parola),
che vuol dire per molti pregiudicato od apostata.
Veramente non mi sembra di essere né l’uno né l’altro,
perché non cerco né Adamo né i suoi antenati,
ma la verità, che vecchia o giovane è tutt’una,
e la ripudierei tutta quand’oggi essa medesima ripudiasse quel che fu ieri.
Dalle carte manoscritte di don Gaetano Chierici (Fondo Chierici, Biblioteca Panizzi)

"Prete e preistorico". Non c'è solo autoironia nella definizione che Gaetano Chierici dava di sé; c'è la convinzione che non ci fosse un reale contrasto fra Scienza e Fede e forse anche l'orgoglio di far parte di una Chiesa che nell'arco di un secolo aveva espresso a Reggio Emilia generose figure di ecclesiastici scienziati, dal naturalista Lazzaro Spallanzani al fisico Giovanni Battista Venturi, dal matematico Nicolò Vergalli al pioniere della fotografia Ignazio Natalini, dal biologo Bonaventura Corti all’archeologo Giampietro Secchi, al nipote di questi, l’astronomo Angelo Secchi,  suo amico e coetaneo.
Gaetano Chierici, archeologo, etnologo, sacerdote, insegnante e patriotaIl 24 settembre 2019 ricorrerà il secondo centenario della nascita di don Gaetano Chierici, illustre personaggio della cultura locale, nazionale ed internazionale. La sua città celebrerà l'evento con una serie di pubblicazioni, escursioni e iniziative di vario genere che culmineranno nell'importante Convegno scientifico internazionale che si terrà dal 19 al 21 settembre.
Nato a Reggio Emilia il 24 settembre 1819 e qui morto nella notte fra l'8 e il 9 gennaio 1886 stroncato dai postumi di una pneumonite contratta mentre scavava nei rigori dell'inverno bresciano, Gaetano Chierici è una di quelle figure tra scienza e fede, coerenza e verità, rigore e metodo che ha fatto la storia della ricerca scientifica contemporanea sia italiana che europea. Un uomo che ha vissuto sulla sua pelle tutte le contraddizioni della sua epoca, esclusa quella con la propria coscienza.
Minato nel fisico dagli strapazzi di una malattia trascurata, aggravata da una caduta che gli aveva lesionato il tendine della coscia destra, risolse sul letto di morte la “questione paletnologica” su cui si scervellava da tempo, scrivendo su un appunto «In Italia esistette un’età del rame. Quest’età s’interpone a quelle della pietra e del bronzo».

Pienamente inserito nella sua epoca, Gaetano Chierici partecipò attivamente a tutti i fermenti che animavano la società del suo tempo. Sacerdote per scelta e vocazione, pur subendo negli anni ostracismi e punizioni, non rinnegò mai né la fede né la Chiesa. Patriota, monarchico, liberale e antitemporalista, fu un insegnante di vasta cultura sia nelle discipline umanistiche che in quelle matematiche e non abbandonò mai, se non per superiore divieto, la propria cattedra.
Si impegnò attivamente nelle prime istituzioni cattoliche a carattere sociale, come testimoniano la sua lunga presenza nell’amministrazione dell’Istituto Artigianelli e il suo scritto Elogio dell’Opera Pia dell’Infanzia, e animò l’associazionismo culturale come provano gli incarichi ricoperti nella Deputazione di Storia Patria e nel Club Alpino Italiano.

Ma Gaetano Chierici fu soprattutto un archeologo anche se la sua militanza in questa disciplina occupò solo l’ultimo venticinquennio della sua vita. Partendo dagli studi classici approdò alla paletnologia contribuendo a gettare le basi di questa “novissima scienza”, in Italia sino a quel momento praticata quasi esclusivamente da geologi e naturalisti. “Una specie di geologia storica –dirà nel 1863 a un’adunanza del soci della Deputazione di Storia Patria- Imperocchè a quel modo che il geologo nella qualità e sovrapposizione dei terreni, che formano la crosta del globo, indaga le epoche della natura, il paleontologo nell’ordine degli strati, che sembrano segni diversi dell’esistenza dell’uomo, cerca di distinguere la successione delle genti e periodi della civiltà”.
Grazie anche a Chierici, lo scavo stratigrafico si trasformò da metodo di indagine puramente geologico in scavo stratigrafico culturale. Buona parte dei primi paletnologi italiani svolsero la propria attività di ricerca proprio in Emilia. Fu la vicinanza ai parmensi Pellegrino Strobel e Luigi Pigorini a favorirne la “conversione” alla nuova disciplina, un  sodalizio scientifico che Gabriel de Mortillet, positivista ed esponente di punta della Paletnologia d’Oltralpe, definirà  con simpatia -e forse spocchia- “trio”. Ben presto, soprattutto in ambiti specifici di ricerca (sono sue le definizioni della cultura neolitica dei “fondi di capanne”, dell’eneolitico e della cultura terramaricola e il riconoscimento della presenza etrusca in Val Padana), avrebbe superato i suoi iniziatori, divenendo maestro e caposcuola riconosciuto.
Lo studio della preistoria mise il sacerdote Chierici nella scomoda condizione di doversi misurare con temi allora “spinosi” come la questione dell’origine dell’uomo, proprio negli anni in cui in Italia si diffondeva la traduzione dell’opera di Charles Darwin. Pur accettando le conclusioni di antropologi e geologi che le origini dell’uomo fossero molto più antiche di quanto indicato dalla cronologia biblica tradizionale, Chierici respinse sempre la tesi della “trasformazione della bestia in uomo” anche se questa sua posizione antidarwiniana non gli impedì di trattare il tema dell’evoluzionismo nelle sue lezioni.
Più e meglio di chiunque, Chierici incarnò l’incontro fra la cultura umanistica e quella scientifica, praticandole entrambe e trovando fra esse più di un punto di contatto.
Sostenitore dello scavo stratigrafico, ebbe chiaro lo stretto rapporto che deve esistere fra archeologia e scienze naturali (zoologia, botanica e soprattutto geologia). La sua più importante realizzazione, una sorta di laboratorio di un paletnologo negli anni in cui in Italia si affermava lo studio delle più antiche culture umane, resta il Museo di Storia Patria da lui fondato, tuttora intatto negli arredi e nell’ordinamento originari.
Per il valore del suo ordinamento, la collezione di paletnologia fu visitata dal fior fiore degli studiosi europei di preistoria, da Rudolf Virchow a Gabriel de Mortillet, da John Evans a Edouard Desor, da Ingwald Undset allo scopritore di Troia Heinrich Schliemann, che considerarono la sosta a Reggio Emilia una tappa obbligatoria nella propria formazione culturale. Né va taciuto il valore aggiunto del "suo" Museo di Storia Patria che può essere considerato anche un museo del Risorgimento, nel quale la realtà archeologica locale si rispecchia in quella nazionale secondo un progetto di unificazione che salvaguardi le peculiarità delle piccole patrie.

Il Museo di Storia Patria fondato da Chierici
Il Museo di Storia Patria fondato da Gaetano Chierici

Gaetano Chierici fu anche l'ideatore della rivista scientifica dedicata alla preistoria italiana (il Bullettino di Paletnologia Italiana) che nei primi anni si stampava a Reggio e che si stampa tuttora; è anche grazie a questa rivista che la città e il suo museo furono per qualche tempo al centro del dibattito scientifico internazionale. La direzione del Bullettino fornì ulteriori moventi allo sviluppo del sodalizio tra il reggiano Chierici e i parmensi Pigorini e Strobel, un "trio" che, almeno sulla carta, non poteva essere peggio assortito. Il sacerdote Gaetano Chierici esposto agli attacchi dell'anticlericalismo più becero (lui convinto patriota e antitemporalista tanto da ottenere l'omissione dal suo nome del titolo di ecclesiastico secolare «don» nel programma del Bullettino), vicino al pensiero del cattolico liberale Vincenzo Gioberti. Pellegrino von Strobel, di nobile famiglia tirolese, naturalista insigne, docente universitario e massone, che aveva abiurato la fede cattolica convertendosi alla Chiesa evangelica entrando poi in Parlamento come esponente dell’Estrema Sinistra. E Luigi Pigorini, senatore del Regno, direttore del Museo di Parma e poi fondatore del Museo preistorico etnografico di Roma, titolare della prima cattedra di Paletnologia in Italia (e tutto questo a 35 anni), capace di concepire e realizzare grandiosi progetti culturali e inviso alla maggior parte dei direttori dei musei di provincia a cui imponeva “scambi” di materiali tutt’altro che equi.
Eppure una grande reciproca stima legò questi tre scienziati, come rivelano i relativi carteggi, al punto che il protestante Strobel non esitò a prendere pubblicamente posizione a favore del prete Chierici in occasione di uno dei più violenti attacchi anticlericali da lui subiti. Quanto a Pigorini, significativamente definito lo Squalus vorax, solo Chierici seppe resistere alle sue pretese rispondendo con disarmante franchezza “gran peccato spogliare il povero della sua camicia, più che togliere ad un ricco alcune delle sue tenute”.

Foto di gruppo dei partecipanti al Congresso Internazionale di Archeologia di Bologna (1871)
Fotografia dei partecipanti al Congresso Internazionale di Archeologia tenutosi a Bologna nel 1871 in cui compare Gaetano Chierici. Archivio fotografico dei Musei Civici di Reggio Emilia

Gaetano Chierici ebbe contatti con i massimi scienziati del suo tempo, con cui non esitò in alcuni casi a battibeccare -come con Cavedoni e Gozzadini- se in disaccordo con le loro conclusioni. Collaborò con il geologo Charles Lyell e con tutti i paletnologi sia italiani (da Giacomo Boni a Giuseppe Scartabelli ad Antonio Zannoni) che europei (da Heinrich Schliemann a Gabriel de Mortillet, da Edouard Desor ad Alexandre Bertrand), e con tutti intrattenne fitte corrispondenze, ospitandoli spesso nel suo Museo. La cultura positivistica di questi contatti si riverbera sull’ordinamento del suo Museo. Particolarmente forte fu il legame con il fisico ed astronomo nonché amico d'infanzia Angelo Secchi e, tramite questi, con lo zio Giampietro Secchi, che a Roma dirigeva il Museo Kircheriano.
Altrettanto significativo il rapporto con la scuola italiana di psichiatria operante al San Lazzaro di Reggio Emilia, in particolare con Enrico Morselli che, nell’anno stesso in cui nasceva il Bullettino di Paletnologia, dava vita alla Rivista Sperimentale di Freniatria, anche questa tuttora attiva. L’interesse per l’antropologia si rispecchia nella cranioteca del Museo che richiama nell'ordinamento anche rapporti con gli studi di fisiognomica di Cesare Lombroso.
Gaetano Chierici fu anche il fondatore della Sezione Val d’Enza del Club Alpino Italiano, sezione che unisce tra l'altro due province da sempre in competizione come Reggio Emilia e Parma.
Non meno importante fu il suo impegno per la causa dell’unità nazionale, che lo portò a sottoscrivere, lui sacerdote, l’appello di Carlo Passaglia a Pio IX perché rinunciasse spontaneamente al potere temporale. Anche la sua visione politica si riverbera sull’ordinamento del suo Museo, in particolare sulla sezione che documenta l’archeologia delle regioni d’Italia.

L’agonia del potere temporale della Chiesa avvelenò gli ultimi anni della sua vita. Guardato con sospetto sia dalla propaganda anticlericale che dalle gerarchie ecclesiastiche confidava a un amico di sentirsi tra due fuochi, “di qua i pusilli che per paura inferociscono contro chi, sulla porta del santuario, dà la mano alla scienza: di là i temerari che ripudiano chi, sul limitare della scienza, non immola la Fede”.

Ogni ombra, amarezza e polemica si sarebbero comunque dissolte nella sua ultima, grande acquisizione scientifica, quasi il suggello di una carriera intensissima anche se tutto sommato breve: l’individuazione di quella fase intermedia fra il neolitico e l’età del bronzo caratterizzata dall’uso contemporaneo di pietra, selce e rame a cui darà il nome di eneolitico. Sono le straordinarie scoperte nel sepolcreto di Remedello Sotto nel bresciano che gli consentono di risolvere la questione su cui si arrovellava da tempo, pur portandolo alla morte. Sul finire del 1885 l'imprudenza con cui aveva sfidato i rigori di un dicembre particolarmente inclemente, scavando addirittura sotto la neve, gli provoca una «pneumonite acuta» che ne causa il decesso nella notte fra l’8 e il 9 gennaio del 1886, a 67 anni. È di qualche giorno prima l'appunto manoscritto che risolve la “questione paletnologica” a cui pensava nonostante la grave infermità: «In Italia esistette un’età del rame. Quest’età s’interpone a quelle della pietra e del bronzo».

LE CELEBRAZIONI IN PROGRAMMA
Le celebrazioni promosse in occasione del bicentenario della nascita di don Gaetano Chierici si articolano in diverse iniziative tese a evidenziare il valore internazionale della sua opera, senza trascurare le ricadute nel contesto cittadino e provinciale.
Per prima cosa sarà proposto un Convegno scientifico internazionale che richiami l'attenzione non solo sulla sua figura di scienziato europeo pienamente inserito nel dibattito culturale del suo tempo ma anche sul museologo in grado di concepire e realizzare un museo pilota nonché sui molti altri interessi della sua poliedrica personalità. Il convegno, articolato in tre giornate di relazioni, comunicazioni e dibattiti dedicati agli aspetti della vita, interessi e dell’attività scientifica di Gaetano Chierici, dovrebbe auspicabilmente tenersi alla fine di settembre, in concomitanza con il giorno anniversario della sua nascita (24 settembre 1819) che darebbe inizio alle celebrazioni. Tre le sessioni previste: il paletnologo e l'archeologo (La fondazione della Preistoria in Italia in relazione con la scienza europea. Le questioni scientifiche affrontate da Chierici e le principali acquisizioni del suo lavoro paletnologico. La fondazione del “Bullettino” prima rivista dedicata alla preistoria della Nazione. Le sue principali imprese di scavo. La scuola di paletnologia da lui fondata. L'eredità delle sue teorie scientifiche ai giorni nostri. Il comparativismo etnografico. Chierici, i Paletnologi e le Scienze Naturali nella ricerca archeologica. L'archeologo classico e i suoi rapporti con i principali studiosi del suo tempo. Il suo contributo al Corpus Inscriptionum Latinarum. Il suo interesse pionieristico per l'archeologia medievale), il museologo, la tutela dei beni culturali nella seconda metà del XIX sec. (Il ruolo della deputazione di Storia Patria nella nascita del Museo civico. Sezioni conservate (Atrio, Collezione di Paletnologia, Portico dei Marmi) e sezioni dismesse (Gabinetto degli illustri reggiani). Il Museo di Storia patria di Reggio Emilia in relazione con la grandi realizzazioni museali contemporanee. Il confronto con musei coevi, in cui come a Reggio si conservano arredo e ordinamento originari (es. Collezione Scarabelli a Imola), o solo l'arredo e non più l'ordinamento (Musei Civici di Modena e Bologna), o in cui si sia perduta la testimonianza sia dell'arredo che dell'ordinamento (Musei di Parma e Pigorini di Roma). Il contributo delle scienze naturali nell'ordinamento della collezione di Paletnologia. Il riflesso della ideologia politica unitaria nell'ordinamento della Collezione di Paletnologia) e infine il sacerdote, l'insegnante, il patriota, l'animatore dell'associazionismo culturale (La famiglia Chierici fra impegno civico e interessi culturali. La chiesa reggiana al tempo di Gaetano Chierici. L'impegno sociale e caritatevole del sacerdote Chierici. L'insegnante nel Liceo cittadino e la nuova classe dirigente formata da Gaetano Chierici. L'impegno in favore dalla causa nazionale unitaria e i rapporti con Vincenzo Gioberti. L'adesione al manifesto di Carlo Passaglia. La fondazione della sezione della val d'Enza del C.A.I. e il coinvolgimento degli alpinisti reggiani nelle sue imprese di scavo).
Nell’ambito delle celebrazioni verrà poi proposto Chierici e la sua terra, una serie di escursioni e altre iniziative culturali in luoghi della provincia di Reggio Emilia legati ad imprese di scavo di Gaetano Chierici. Le escursioni saranno organizzate in collaborazione con il CAI e altre istituzioni e associazioni che svolgono attività nel settore. I luoghi proposti sono la Tana della Mussina (dove gli scavi di Chierici nel 1872 posero in luce un deposito funerario dell’età del Rame, un sito di grande interesse archeologico e naturalistico e di notevole suggestione - escursione riservata ai convegnisti), Bismantova e Campo Pianelli (Chierici effettuò ricognizioni e saggi sulla sommità della rupe anche se gli scavi più significativi si svolsero a Campo Pianelli, ai piedi meridionali della Pietra di Bismantova, dove fu scoperta un'importante necropoli protovillanoviana i cui materiali sono conservati nel Museo Chierici; l’area della necropoli è ancora oggi perfettamente visibile ed accessibile), l'area archeologica e Museo della terramara di Fodico di Poviglio (dove Chierici condusse una serie di saggi in quella che oggi è nota come terramara di Santa Rosa, oggetto di scavi sistematici da più di trent’anni. Il sito e il Museo che conserva i materiali provenienti dagli scavi moderni hanno un valore paradigmatico per lo studio delle terramare che fu un tema centrale della ricerca dei paletnologi del XIX secolo, tra i quali Chierici ebbe un ruolo di primo piano), l'area archeologica di Luceria (lo scavo del vicus di Luceria, condotto da Gaetano Chierici per conto della Deputazione di Storia Patria, è all'origine del Gabinetto di Antichità Patrie di Reggio Emilia. Il Comune di Canossa e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio hanno di recente sistemato un'area archeologica che fa perno su un segmento di strada romana acciottolata), l'area archeologica e l'Antiquarium di Canossa (negli ultimi anni di vita Chierici condusse campagne archeologiche nell’area del Castello che dimostrano il suo non secondario interesse per l'archeologia medievale; i materiali ritrovati vennero raccolti nell’ Antiquarium. La sua eredità fu raccolta da Naborre Campanini, succedutogli nella responsabilità di direzione del Museo di Storia Patria), il Museo Civico di Brescello  (recentemente rinnovato, il Museo Civico documenta la storia e l'archeologia di Brixellum. L'esposizione si integra con la documentazione della Collezione di Paletnologia nei Musei Civici di Reggio Emilia, che si compone dei materiali, per lo più di provenienza funeraria, riportati alla luce nelle necropoli alle porte della città romana nel corso di scavi seguiti da Albino Umiltà negli anni '60 del XIX secolo per conto di Gaetano Chierici) oltre, naturalmente, al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia.

Particolare del disegno ricostruttivo di una terramara ipotizzato da Gaetano Chierici
Particolare del disegno ricostruttivo di una terramara così come ipotizzato da Gaetano Chierici. Archivio fotografico dei Musei Civici di Reggio Emilia

Si prevedono una serie di Pubblicazioni, in primis gli Atti del Convegno e la Guida alle escursioni.
Si prevedono anche altre pubblicazioni a conclusione di lavori pluriennali promossi dall'Amministrazione Comunale di Reggio Emilia quali la Valorizzazione del Fondo Gaetano Chierici conservato nella Biblioteca “Panizzi” (in occasione delle celebrazioni verrà creata una nuova sezione della BDR-Biblioteca Digitale Reggiana contenente la riproduzione digitale di una selezione di materiali tratti principalmente dal Fondo Chierici della Biblioteca “Panizzi”. La BDR, offrirà l’opportunità di rendere consultabile on line parte della documentazione relativa alla scienziato reggiano, affiancandola alle principali fonti bibliografiche e documentarie sulla storia di Reggio) e un Volume a corredo della Carta delle Potenzialità Archeologiche del Comune di Reggio Emilia a conclusione dei lavori promossi dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Si procederà poi a una serie di Interventi sul Museo. Il Museo di Reggio Emilia, e in particolare la Collezione di Paletnologia, saranno sottoposti ad interventi miranti a ricostituire quegli aspetti originari dell'allestimento che con il tempo si sono perduti. Si prevede un restyling della Collezione (con interventi illuminotecnici e sostituzione dei supporti espositivi con altri che evochino nell'aspetto le tavolette in cartone grigio bordato di nero dei tempi di Chierici), l'eventuale ricostituzione, ancorché in forma temporanea, del Gabinetto degli illustri reggiani (nell'attuale locale libreria del Museo), unica delle sezioni originarie del Museo di Storia Patria a non essere sopravvissuta sino ai giorni nostri e infine il restauro e ripulitura delle colonne stratigrafiche di terreno, dei campioni naturalistici e dei modelli, delle ricostruzioni di contesti di scavo, di grande interesse storico e culturale poiché testimoniano il metodo multidisciplinare adottato dal Chierici nelle sue ricerche.
Sarà poi allestita la mostra "Chierici. Metodo e scienze all'origine degli studi di preistoria" articolata nelle tre sezioni del contesto stratigrafico, dello scavo e del comparativismo etnografico. L'esposizione prevede un'edizione reggiana ai Musei Civici di Reggio Emilia, con inizio a settembre in concomitanza del convegno, e una romana al Museo delle Civiltà di Roma, co-promotore dell'iniziativa.
Con l'intento di sanare una grave lacuna nella toponomastica cittadina si provvederà a intitolare a don Gaetano Chierici il largo che ha recentemente preso forma all'incrocio fra via L. Spallanzani e via A. Secchi che, oltre ad essere contiguo al Palazzo dei Musei, è in relazione con due strade che richiamano i due noti ecclesiastici/scienziati (di cui Secchi anche suo intimo amico). Non potrà mancare una targa commemorativa del sacerdote e scienziato sulla sua abitazione in via S. Nicolò.
I servizi educativi dei Musei Civici di Reggio Emilia proporranno infine alcune Attività didattiche ed educative.
Un percorso per la scuola primaria e secondaria che sarà finalizzato a mettere in luce il valore della ricerca archeologica oggi, partendo dalle esperienze di Chierici e facendo leva sul significato della sua eredità. Verrà realizzato una postazione mobile interattiva in grado di simulare uno scavo archeologico, che permetterà di comprendere attraverso la sperimentazione diretta e l'esperienza da parte degli studenti, i principi dello scavo stratigrafico.
Un altro progetto per la scuola secondaria porterebbe ad esplorare e definire il significato di museo oggi e la sua relazione con il pubblico, sottolineando l'importanza che una collezione come quella di Chierici può avere per lo sviluppo di pensieri futuri, anche in termini di museografia e museologia.
Fra le proposte sperimentali che i Musei, in collaborazione con la sezione reggiana della Deputazione, rivolgono alle scuole rientrano i progetti interdisciplinari: dall'intreccio di competenze e dalla relazione tra collezioni diverse e oggetti di varia provenienza, nascono stimoli per la conoscenza e per potenziare lo spirito critico del visitatore, attraverso la lettura di alcuni temi da molteplici punti di vista.

Frammenti di un testamento spirituale: detti di Gaetano Chierici

Il sangue reggiano fa caldo il cuore, che in noi generalmente abbisogna non di stimolo ma di freno

Chierici e la Paletnologia
Il paletnologo fonda le sue induzioni soltanto sopra associazioni di oggetti, che rappresentano un costume, un’arte speciale, un corredo dell’uomo consentaneo a un dato grado di civiltà che non ha riscontro nel tempo storico. Onde neppure qualunque associazione gli basta, potendosene formare delle accidentali, che mescolano oggetti di origini disparate

La nuova scienza archeologica … può dirsi democratica, perché, mirando essa a costruire la storia ne’ tempi oscuri o sol da vaghe tradizioni accennati, non è preoccupata dalla grandezza di alcun popolo privilegiato, né ha da scegliere e sfiorare monumento, ma dovunque, nel suo campo inesplorato, appaja alcuna traccia dell’uomo, essa trova materia di osservazione e di studio
1879

E’ piccolo, ma abbastanza curioso il caso osservato cinque anni fa in un torrente del nostro Sanpolo, dove la erosione d’una piena scoperse nelle ghiaje alla profondità di mezzo metro uniti in un mucchietto un’ascia di pietra, due fibule di bronzo etrusche, un denaro di Trajano, una forchetta di ferro, un Crocefisso d’ottone e una medaglia della Concezione
1873

Comparativismo etnografico
Oltre i confini della colta Europa, vivono ancora i barbari e i selvaggi. Questi già sono per iscomparire sotto l’invasione benefica e sempre più rapida della civiltà: ma la natura provvida li ha conservati abbastanza, perché la nuova scienza possa colla certezza di un fatto presente raccogliere la notizia dei loro strani costumi e far tesoro d’ogni più minuta particolarità che serva coi confronti a spiegare i misteriosi cimeli dell’alta antichità … Nelle loro mani vediamo le frecce, i giavellotti, i coltelli armati e costrutti di schegge o di spine di pesce, o di punte d’ossi: un ciottolo affilato col fregamento serve loro da ascia e da scure, un sasso qualunque da mazza e da martello, due pietre informi, fra le quali tritano i semi per cibarsene, è il loro mulino

Chierici e il museo
Così Monsignore riveritissimo, la mia città spende per cancellare le sue memorie, mentre Modena più fortunata d’avere cittadini come Vostra Signoria tanto gelosamente raccoglie e custodisce le proprie. Certamente non pochi qui se ne dolgono e io pure ho detto quel che m’è sembrato dell’importanza, reggiana certo non cosmopolitica, del monumento; ma queste voci sparse non sono intese e sarebbe altra cosa se esistesse fra noi quella società archeologica che è rimasta in progetto
A Celestino Cavedoni, 1858

Intanto chi raccoglie per un museo paletnologico non dee pensare di far opera grata ai curiosi … ma sol dee curarsi di aggradire agli studiosi
1879

Le raccolte parziali di regioni circoscritte da tradizionali confini, come sono più generalmente le province, possono più sicuramente e più prontamente recare il vantaggio che la scienza ne aspetta. Le monografie archeologiche provinciali comporranno la nazionale. Ciò tuttavia non esclude dai musei di provincia antichità d’altri luoghi, le quali anzi giovano ai confronti e a stringere i nessi delle monografie della nazione; ma la raccolta locale dev’essere la base e il centro, a cui le altre parti rimangano subordinate
1879

L’adesione alla causa risorgimentale
Si tratta, amici cari, di vincere fittissimi ostacoli, l’imponenza delle vecchie consuetudini, la disperazione della prepotenza, e forse i nostri petti dovranno esporsi alle palle tedesche; fa duopo adunque di coraggio civile insieme e militare e di costanza inflessibile.
1847

Ungarici fratres … Quid vobis proficit pugnare? … dilegium et servitudo
Ai soldati ungheresi e croati del presidio austriaco in città

Il voto testé emesso dal Nostro Popolo con libertà pari all’entusiasmo sarà argomento di più all’Europa che queste Provincie intendono e vogliono essere rette dal Nazionale Governo della Maestà Vittorio Emanuele … Il clero di Reggio … ha portato coscienziosamente la sua pietra a questo Edificio. Lieto di aver adempiuto ad un preciso dovere di buon cittadino, non può rimanersi dal rivolgere calda supplica all’Uomo della Provvidenza … onde sia affrettato il compimento del Comune Voto, e l’Annessione di queste Provincie al glorioso Regno Sabaudo passi senza ritardo nel dominio dei fatti compiuti.
A Luigi Carlo Farini, 1860

Vi scrivo dal campo di Servirola, non campo di battaglia, dove si ammazzano i vivi, ma di lavori agricoli e di studi pacifici, coi quali io tento di far rivivere i morti
20 Settembre 1870, mentre i bersaglieri di Cadorna entrano a Porta Pia

Chierici e il clero liberale
In Religione reputo necessaria una riforma, che tutta riassumo nell’abbandono degli artifici umani e tra questi del dominio temporale, argomenti ad hominem del medio evo, divenuti sofismi or che è mutato l’avversario. In politica principii moderati, azione risoluta: l’acquisto dell’indipendenza nazionale è un diritto e un dovere, l’unità un bene, la libertà utile o dannosa a misura della civiltà. In filosofia sento la necessità del primo dato ontologico, la percezione immediata della realtà necessaria ed infinita: nel resto non presumo aver un sistema, persuaso che il pensiero è per dirigere l’azione, amo soltanto la verità che nasce da un bisogno e vi soddisfa. In ogni ordine di cose poi stimo che molto si debba oggi rinforzare l’autorità e che però pecchi ugualmente chi senza riserva ne propala gli abusi, e chi l’adula
1862

Ho pregato Dio, ho cercato ragioni per persuadermi di ciò che dovrei dichiarare colla mia disdetta; ma, Eccellenza, ad onta di tutto questo il mio animo sente un’invincibile ripugnanza a condannare quel che colla mia sottoscrizione nella supplica al Pontefice con piena persuasione ho approvato … Deh, non mi neghi la sua grazia, e non mi escluda dai suoi servizi; forse il tempo e la tranquillità dell’animo, sempre disposto a riconoscere la verità, mi condurranno a quelle convinzioni che ora non trovo. Intanto Ella mi consoli rimettendomi nella facoltà di confessare: tornando dimani al mio officio, ai parrocchiani, che appena si sarebbero accorti della mia assenza dal confessionale nella domenica scorsa, sarebbe tolta ogni materia di sinistri giudizi sulla mia persona
Al Vescovo, dopo la sottoscrizione dell’appello a Pio IX per la rinuncia al potere temporale, e dopo le proibizioni di confessare e impartire l’istruzione religiosa, 1863

Dinanzi a Dio pure sento, che non posso persuadermi d’aver errato in ciò che ho detto riguardo alle condizioni presenti della Chiesa … e la coscienza mi dice, che ho veramente rispettata sempre e venerata l’Autorità pontificale, sebbene non abbia stimate sempre le persone, non però odiate, no: sarei pronto ad aiutarle col mio sacrificio, ma parmi un gran male quel ch’essi fanno; la religione per questa via d’artifizi non può durare; credo proprio che la verità sola da se medesima si possa e debba sostenere e propagare: la religione di Gesù è cara e può resistere ad ogni prova di ragione: di questo sono profondamente convinto
Dal Testamento, 1865

Chierici e la Deputazione di Storia Patria
…in quel modo ch’ogni città ha la sua storia e studiasi di narrarla nelle sue cronache… così ha pure i suoi monumenti che attestano la verità delle domestiche tradizioni… ogni cosa, dove l’uomo ha lasciato un segno della sua esistenza, è una parola vivente ch’egli manda alla posterità…
Da una lettera della Deputazione del 12 giugno 1862 firmata da Chierici

Scienza e fede
La Rivelazione e la Scienza hanno comune l’origine in Dio e perciò sono connesse intrinsecamente; ma questa connessione intrinseca non toglie infatti la loro mutua indipendenza logica la quale torna a maggior lustro della Rivelazione. Le imperfezioni del linguaggio e dello spirito umano sono origini feconde di oscurezze, di difficoltà e di ripugnanze apparenti fra la Rivelazione e la scienza: ma la scienza progredendo del manifestare un accordo crescente se non compiuto, colla Rivelazione, la quale ne sarà illustrata e confermata
1847/1848

Quando simili accordi colla tradizione escono spontanei da studi che parvero diretti a distruggerla, se ne rallegra chi crede in quella finale unità del vero, a cui dalla Provvidenza sono ordinati tutti i lumi della ragione e della fede, e gli appassionati dissidii più non sembrano che gare di chi più s’adoperi a raggiungere il fine comune: l’errore stesso esaurendosi, serve a dimostrare la verità, come il male ad esercitare la virtù. Ma sento io pure, Eccellenza, che noi preti dobbiamo aiutare, affrettare quest’accordo: ripudiarlo è dividere l’uomo e privar la religione della sua gloria più splendida, aspettarlo da chi ci va innanzi, e con mire talora oblique, è differirlo e subire maestri in casa nostra, nel tempio stesso
Al Vescovo, 1882

Cammino fra due fuochi: di qua i pusilli che per paura inferociscono contro chi, sulla porta del Santuario, dà la mano alla scienza: di là i temerari che ripudiano chi, sul limitare della Scienza, non immola la Fede…Io passo illeso finora, e parmi d’averne debito allo schietto intento del vero che mi guida fra gli estremi. Non guardo né a destra né a sinistra…tiro innanzi come se viaggiassi nel deserto e sol dovessi dar conto de’ miei passi al sole che mi rischiara la via. Se avverrà che inciampi (e a chi non avviene?) stringerò con gratitudine la mano che stendasi a sostenermi: chi… accorra per calpestarmi, mi troverà in piedi e pronto, non a combattere, ma a continuare il mio cammino
Da appunti manoscritti

Chierici e l’insegnamento
Ampia facoltà si concesse allo scolare di esporre difficoltà e dubbiezze, ma fu poco usata, sia per poca profondità nello studio da parte degli scolari, sia perché l’insegnante, piuttosto che dar campo alle polemiche, ha cercato di prevenirle. Uno solo nella 2.a classe dimostrasi propenso alla teoria del positivismo fisico, e un altro nella 3.a al darwinismo. L’uno e l’altro hanno potuto sperimentare, che nella scuola il dissenso d’opinione, purché ragionato, non altera né la benevolenza né il voto del professore
1879/1880

Per verità in questo povero paese c’è gran bisogno, che alla gioventù si prepari un pascolo di studi utili o almeno innocenti e senza presunzione di riuscire si può tentare d’aprire una via qualunque


COMITATO PROMOTORE
Comune di Reggio Emilia / Musei Civici e Biblioteca Panizzi
- referenti per i Musei Civici di Reggio Emilia, con sede a Reggio Emilia, via Spallanzani 1, la direttrice Elisabetta Farioli, l'archeologo Roberto Macellari, e la funzionaria Georgia Cantoni; referenti per la Biblioteca Panizzi, con sede a Reggio Emilia, via Farini 3, il dirigente Giordano Gasparini, e il funzionario Alberto Ferraboschi
Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia, con sede a Reggio Emilia, corso Garibaldi 59, nelle persone del presidente Giuseppe Adriano Rossi e di Aurelia Fresta, consigliere-segretario
Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per la provincia metropolitana di Bologna e le province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara, con sede a Bologna, via IV Novembre 5, nelle persone della Soprintendente Cristina Ambrosini e dell'archeologa Monica Miari
Polo museale dell'Emilia Romagna, con sede a Bologna, via Belle Arti 56, nelle persone del soprintendente Mario Scalini e di un suo delegato
Museo delle Civiltà, con sede a Roma, piazza Guglielmo Marconi 10, nelle persone del direttore Filippo Maria Gambari e dell'archeologo Mario Mineo
Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, con sede a Bologna in via Galliera 21, nella persona del presidente Roberto Balzani e della funzionaria Fiamma Lenzi
Club Alpino Italiano, con sede a Milano, via E. Petrella 19, nella persona del presidente della Sezione di Reggio Emilia, Massimo Bizzarri
Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, con sede a Firenze in via della Pergola 65, nella persona della presidente Monica Miari e di Mauro Cremaschi (rappresentante)
Sapienza – Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell'Antichità con sede a Roma, piazza Aldo Moro 5, nella persona di Andrea Cardarelli, professore Ordinario di Preistoria e Protostoria
Musée d'archéologie nationale (MAN) – Domaine national de Saint-Germain-en-Laye con sede in Chateau – Place Charles de Gaulle, 78100 Saint-Germain-en-Laye, nelle persone del direttore Hilaire Multon e di Cristine Lorre,  capo curatore per le collezioni dette di “Archeologia comparata” del MAN
Società Reggiana di Studi Storici, con sede in Reggio Emilia, piazza Vallisneri 1, nelle persone del presidente Davide Dazzi e della vicepresidente Angela Chiapponi
Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra ‘A. Desio’ nella persona di Mauro Cremaschi, quale rappresentante
Eugenio Chierici, rappresentante della famiglia Chierici

COMITATO SCIENTIFICO
Alessandro Guidi
, Università Roma 3 (Storia della paletnologia)
Filippo Maria Gambari, Museo delle Civiltà, Roma (Chierici e Pigorini)
Mauro Cremaschi, Università Statale, Milano (Chierici e il metodo multidisciplinare)
Mario Mineo, Museo delle Civiltà, Roma (Comparativismo etnografico e scambi tra musei)
Iames Tirabassi, già Musei Civici, Reggio Emilia (Archeologia del territorio)
Annaluisa Pedrotti, Università di Trento (Neolitico)
Raffaele Carlo de Marinis, Università Statale, Milano (Eneolitico)
Andrea Cardarelli, Università La Sapienza Roma (Età del Bronzo)
Luigi Malnati, già Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia (Archeologia classica)
Roberto Macellari, Musei Civici, Reggio Emilia (Età del Ferro)
Sauro Gelichi, Università di Venezia (Medioevo)
Elisabetta Farioli, Musei Civici, Reggio Emilia (Chierici museologo)
Fiamma Lenzi, Istituto Beni Culturali Emilia-Romagna (Chierici museologo)
Christine Lorre, Musée de Saint Germain en Laye, Paris (Politica degli scambi fra musei)
Monica Miari, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia (Chierici ispettore degli scavi e monumenti)
Annalisa Capurso, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia (Chierici ispettore degli scavi e monumenti)
Paolo Boccuccia, Museo delle Civiltà, Roma (Chierici ispettore degli scavi e monumenti)
Sandro Spreafico, Deputazione Storia Patria-Sezione di Reggio Emilia, (Chierici sacerdote)
Maria Rosa Ferraroni, Liceo Classico Scientifico “Ariosto-Spallanzani”, Reggio Emilia (Chierici insegnante)
Alberto Ferraboschi, Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia (Chierici patriota)
Roberto Marcuccio, Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia (Il fondo Chierici e la sua biblioteca presso la Biblioteca Panizzi)
Giuseppe Adriano Rossi, Deputazione Storia Patria-Sezione di Reggio Emilia (Chierici e la Deputazione)
Giuliano Cervi, Comitato Scientifico Nazionale del Club Alpino Italiano (Chierici e il CAI)
Eugenio Chierici, Famiglia Chierici, Reggio Emilia (L’uomo e la famiglia)


Iniziative del programma "Chierici e la sua terra"

SEDUTA DI STUDIO DELLA DEPUTAZIONE SUGLI SCAVI ARCHEOLOGICI A REGGIO EMILIA - giovedì 7 febbraio 2019 a Reggio Emilia

ANCORA A CANOSSA. La ricerca archeologica 2018/2019 - venerdì 15 febbraio 2019 a Canossa (RE)