
Contemporaneamente, il museo organizzerà incontri, conferenze e visite guidate gratuite.
Con questa manifestazione si vuole ulteriormente valorizzare un edificio ferrarese non solo di grande pregio monumentale -il palazzo, detto di Ludovico il Moro, fu progettato dal grande architetto Biagio Rossetti- ma di assoluto valore culturale, visto che dal 1935 espone i reperti della città greco-etrusca di Spina.
Palazzo Costabili sarà dunque la principale sede di una nuova stagione di dieci concerti che riporterà a Ferrara musicisti dediti alla conservazione e alla divulgazione di un patrimonio artistico di inestimabile valore particolarmente adatto alle dimore storiche.
Altri luoghi ferraresi saranno interessati dalla programmazione, mentre Portomaggiore sarà la meta dell’annuale trasferta che Bal’danza intende compiere nei luoghi particolarmente significativi del territorio.
I concerti saranno integrati da una serie di prove aperte, omaggio a Thomas Walker insigne musicologo americano e Preside della Facoltà di Magistero negli anni ’80, stimolante promotore di cultura e costruttore di rapporti significativi con le istituzioni ferraresi. Le prove aperte saranno condotte in collaborazione con il Conservatorio ‘G. Frescobaldi’ di Ferrara, con insegnanti dei Conservatori ‘G. B. Martini’di Bologna e ‘F. Venezze’ di Rovigo e con altri professionisti, coordinati dalla Prof.ssa Maria Cristina Capon.
Data la ricchezza di spunti che il 2009 ci offre –ricorrono infatti gli anniversari di nascita e morte di molti grandi musicisti, tra cui, per citare i più conosciuti, Purcell, Handel, Haydn e Mendelssohn– il programma abbraccerà tre secoli di storia, proponendo al pubblico un suggestivo ‘mosaico’ di suoni, forme e stili.
La caratteristica principale degli appuntamenti sarà quella della lezione–concerto, un dialogo teso ad una proposta sempre più dettagliata per un ascolto sempre più motivato.
A tutti i musicisti invitati l‘impegnativa consegna di risvegliare nell’affezionato pubblico un nuovo gusto estetico, una nuova passione per l’ascolto, una nuova riflessione sul compito della musica e del musicista.
CONCERTI | PROVE APERTE |
DOMENICA 22
FEBBRAIO ore 17 Accademia del Ricercare Omaggio a Henry Purcell |
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SABATO 28
FEBBRAIO ore 15.30 Le sonate per flauto dolce e basso continuo di George Frideric Handel |
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DOMENICA 8
MARZO ore 15.30 Lacrime antiche: musica medievale e rinascimentale Siderum Pulvis Ensemble |
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DOMENICA 15
MARZO ore 11 Silvia Rambaldi clavicembalo Tadashi Miroku controtenore Musiche di Barbara Strozzi |
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GIOVEDÌ 19
MARZO ore 19 “Pimpinone” Intermezzo buffo di Tomaso Albinoni |
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DOMENICA 22
MARZO ore 11 Concerto Segreto Il madrigale ferrarese |
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GIOVEDÌ 26
MARZO ore 19 “Suite, Sonata, Fantasia” Stefano Squarzina, flauto dolce Renzo Rossi, clavicembaloi |
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LUNEDÌ 6
APRILE ore 21 (Ferrara, Basilica di Santa Maria in Vado) Concerto di Pasqua Franz Joseph Haydn (1732-1809) “Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce” Versione per Orchestra (1786) Orchestra del Conservatorio “G.Frescobaldi” di Ferrara Direttore Giorgio Fabbri La meditazione è condotta da Don Francesco Forini, biblista |
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SABATO 18
APRILE ore 15.30 “Nel dolce dell’oblio” Cantate e concerti per gli anniversari di Handel e Purcell |
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DOMENICA 17
MAGGIO ore 17 Enrico Casazza, Isabella Longo violini Giorgio Fabbri clavicembalo Omaggio a George Frideric Handel |
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SABATO 23
MAGGIO ore 15.30 Rinascimento serio e leggiadro Il Ricercare e la Variazione su basso ostinato Gruppo “Il Bel Humore” |
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DOMENICA 7
GIUGNO ore 11 Piero Bonaguri chitarra Omaggio a Heitor Villa Lobos |
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SABATO 13
GIUGNO ore 15.30 Tra colto e popolare: musica e danza dal Rinascimento al Barocco |
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DOMENICA 21
GIUGNO ore 17.30 Le sonate per flauto traverso e clavicembalo di George Frideric Handel e Johann Sebastian Bach |
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DOMENICA 20
SETTEMBRE ore 11 Ensemble Claviere Omaggio a Franz Joseph Haydn |
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SABATO 26
SETTEMBRE ore 15.30 Musiche inglesi al tempo di Dowland Complesso Rinascimentale del Conservatorio di Ferrara |
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SABATO 10
OTTOBRE ore 15.30 L’opera per clavicembalo di George Frideric Handel |
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DOMENICA 18
OTTOBRE ore 17 (a Portomaggiore) Renzo Rossi organo – Coro “Il Nuovo Echo” Omaggio a Felix Mendelssohn-Bartholdy |
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SABATO 7
NOVEMBRE ore 15.30 “O rosa bella” Chansons e madrigali del ‘400 per soprano e arpa gotica |
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DOMENICA 22
NOVEMBRE ore 11 Miho Kamiya, Silvia Frigato soprani Angela Annese pianoforte Omaggio a Giuseppe Martucci A cura di Elio Durante e Anna Martellotti musicologi |
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SABATO 28
NOVEMBRE ore 15.30 Musiche italiane fra ‘600 e ‘700 Ensemble Cinque Cori chitarra barocca, voce e percussioni |
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DOMENICA 20
DICEMBRE ore 21 Concerto di Natale “E’ nato il grand’Iddio” Creator Ensemble Marco Gemmani direttore |
L'inizio
dei concerti coinciderà con l'arrivo a Palazzo Costabili del clavicembalo
appartenuto all'illustre musicologo americano Thomas Walker, per anni Professore
all’Università di Ferrara, scomparso nel 1995. Grazie alla disponibilità
dell’Università degli Studi di Ferrara e della Soprintendenza per i Beni
Architettonici e per il Paesaggio per le province di Ravenna, Ferrara,
Forlì-Cesena e Rimini, che ha acconsentito al trasferimento da Casa Romei, il
prezioso strumento trova ora stabile dimora all’interno del Museo Archeologico
Nazionale dove sarà protagonista di frequenti concerti tenuti con generoso
entusiasmo da artisti affermati e giovani promesse.
L’Associazione Bal’danza cura e mantiene in attività il clavicembalo appartenuto
a Thomas Walker, come tributo d’affetto e riconoscenza nei confronti
dell’insigne musicologo. Così hanno voluto i suoi amici, i colleghi e gli
allievi che ora sono soci di Bal’danza e che vogliono ricordare questa persona
“così speciale”.
Thomas Walker, arrivato a Ferrara nel 1981 come vincitore del concorso a
cattedra di Storia della Musica e per due volte Preside della allora Facoltà di
Magistero, è ricordato non solo per la sua profonda competenza ma anche per la
dedizione all’insegnamento, per il senso di appartenenza all’Università ed alla
città, le cui istituzioni culturali hanno avuto in lui un collaboratore ispirato
e dinamico: da Walker è nato, ad esempio, il progetto dell’Archivio del
Madrigale presso l’Istituto di Studi Rinascimentali.
Il pregiato strumento costruito dall’inglese Denzil Wraight –di tipo italiano ad
un manuale, con due registri di 8 piedi e uno di 4 piedi e con una estensione
fa/sol acuto- necessitava da tempo di un intervento di restauro che ne
consentisse un utilizzo ottimale e ne salvaguardasse il valore e la qualità.
A questo ha provveduto il Club Ambassador di Ferrara che, nel 2008, ha sostenuto
i costi necessari per riportare il magnifico strumento alle sue condizioni
originarie, festeggiando con questo atto significativo il decennale della sua
fondazione.
Ingresso al museo € 4,00
Il biglietto è ridotto del 50% per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per gli insegnanti di ruolo nelle Scuole Statali italiane.
L'ingresso nei musei, monumenti, gallerie ed aree archeologiche dello Stato è gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni e superiore a 65 anni residenti in Paesi dell'Unione Europea nonché in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera. L'ingresso gratuito è consentito anche ai giornalisti e a particolari categorie di studenti o insegnanti
Nella foto, un momento
della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa (Ferrara, 20 febbraio
2009)
Da sinistra: Giorgio Fabbri, Massimo Maisto, Carla Di Francesco, Caterina
Cornelio, Romano Valentini, Sergio Lenzi
Prove Aperte - “Le Sonate per flauto dolce e basso continuo”
di G. F. Handel (28 febbraio)
Silvia Rambaldi al clavicembalo e Daniele Salvatore al flauto dolce contralto,
entrambi docenti al Conservatorio di Bologna, presentano quattro sonate tratte
dall’op.1 apparse a Londra intorno al 1730. Il programma sarà completato
dalla celebre Passacaglia in sol minore, sempre di Handel - tratta dalla VII
Suite per clavicembalo del 1720 - e da due brani composti per il clavicembalo da
Daniele Salvatore, attivo come compositore oltre che come esecutore di flauti.
Il primo propone variazioni sul basso della Follia, con un interessante
inserimento del ritmo del tango argentino; il secondo è un Perpetuum
mobile
Prove aperte - "Lacrime antiche:musica medievale e
rinascimentale" (8 marzo)
Il programma Lacrime antiche trae il suo titolo da una composizione di J.
Dowland che ebbe particolare fortuna nella sua epoca. Verranno eseguiti brani
che coprono un arco di tempo di circa quattrocento anni, a partire dall’epoca
dei trovatori fino al tardo Rinascimento. Le musiche, vocali e strumentali,
verranno eseguite utilizzando copie di strumenti storici quali flauti dolci,
arpa, spinetta, liuto, ghironda, piva, saz, percussioni, ecc. Tra gli autori in
programma figurano Raimbaut de Vaqueiras, Francesco Landini, Josquin Desprez,
Bartolomeo Tromboncino, Girolamo Frescobaldi
Prove aperte - "Suite, Sonata, Fantasia" (26 marzo)
G. F. Haendel (1685-1759) - Sonata in La minore Op. 1 No. 4 Larghetto -
Allegro - Adagio - Allegro
G.Ph. Telemann (1681-1767) - Fantasia in La minore No. 10 TWV 40:11 per Flauto
solo A tempo giusto - Presto – Moderato
Fantasia in Fa maggiore No. 7 TWV 40:8 per Flauto solo Alla francese Largo,
Allegro, Largo - Presto
G. F. Haendel Suite in Fa minore No. 8 HWV 433 Prélude - Allegro - Allemande
- Courante - Gigue
Sonata in C major Op. 1 No. 7 Larghetto - Allegro - Larghetto - A Tempo di
Gavotti - Allegro
Momento musicale inserito per l'occasione del salone del Restauro che si tiene a
Ferrara dal 25 al 28 marzo
Sonata -
Nel corso del ‘500, l’espressione ‘da sonar’ viene talvolta usata per definire
una composizione con chiari intenti strumentali: per esempio canzone da sonar.
La strumentalità è infatti la caratteristica principale della sonata, così come
si viene configurando fin dal primo periodo barocco nei centri dell’Italia
settentrionale, in stretta connessione con gli strumenti ad arco. Tra la metà
del ‘600 e la metà del ‘700, per sonata si intende un ciclo strumentale formato
da più movimenti contrastanti per tempo, metro, tonalità (relativamente a quelli
interni al ciclo), struttura, carattere: il numero dei movimenti arriva anche a
otto, ma spesso si limita a quattro, un adagio, un allegro, un adagio e
nuovamente un allegro. Occorre dire che l’alternanza avviene, oltre che fra
tempi e metri diversi, anche fra strutture differenti, basate sull’imitazione,
altre sulla variazione, altre su forme e ritmi di danza: le prime più frequenti
nella cosiddetta ‘sonata da chiesa’, le ultime nella ‘sonata da camera’, anche
se la distinzione non è assoluta ma più che altro teorica. Spesso la ‘sonata da
camera’ si identifica con la ‘suite’, con la differenza di avere come titolo dei
movimenti l’indicazione del tempo anziché il nome della danza (Moderato invece
di Allemanda, Allegro invece di Corrente, ecc.) e di non avere unità tonale fra
tutti i movimenti.
Fantasia - Il termine è generico ed esclude di per sé vincoli formali precisi
in favore dell’intervento capriccioso dell’estro del musicista. Vuole indicare
una forma compositiva di differente natura, anche se essenzialmente di due tipi:
o un brano vicino allo stile toccatistico, a volte in più movimenti che
rimandano alla successione dei tempi della sonata da chiesa o da camera, di
stampo armonico e carattere improvvisativo, talvolta anche con intenti
descrittivi, oppure, più facilmente, un brano contrappuntistico simile alla
canzone e all’invenzione o addirittura alla fuga. Si tratta del resto di aspetti
che non si escludono a vicenda ma che, spesso, coesistono alternandosi
all’interno della composizione.
Suite - Si può semplicemente definire una successione di movimenti che traggono
le proprie radici nei ritmi di ‘danze’. Intorno al ‘600, sorge la necessità di
dare alla suite una precisa sistemazione formale. Dopo numerosi e importanti
tentativi ad opera di illustri compositori, per merito di J.J. Froberger, la
suite viene definita nella successione di quattro danze principali, in unità
tonale ma non tematica, strutturate in una forma bipartita dipendente al suo
interno dal bipolarismo tonica-dominante, tipico del linguaggio tonale. Le danze
sono l’allemanda, tedesca, moderata binaria; la corrente, francese, allegra
ternaria; la sarabanda, spagnola (ma di probabile origine orientale), che da
vivace è divenuta a fine ‘500 lenta, ternaria; la giga, italiana anche se di
antica origine inglese, vivace in metro binario composto. Queste danze di norma
sono impostate contrappuntisticamente, ad eccezione della sarabanda, a struttura
accordale. Il modello di Froberger, trova comunque numerosissime eccezioni, sia
nella scelta sia nella disposizione delle danze. Quelle di Haendel, infatti, non
rispondono ad uno schema prefissato, ma comprendono pagine di vario genere,
spesso mescolando stile italiano e stile francese, con un numero di movimenti
variabile, che solo raramente si riporta al tipo standard costituito da
allemanda-corrente-sarabanda-giga.
Prove aperte - “Nel dolce dell’oblio” Cantate e
concerti per gli anniversari di Handel e Purcell (18 aprile)
I brani in programma saranno proposti da studenti e docenti di musica antica del
Conservatorio di Bologna, con la collaborazione del soprano Miho Kamiya. Sono
composizioni strumentali e vocali di G. F. Händel, il tedesco cresciuto alla
scuola italiana di Scarlatti e di Corelli ma affermatosi definitivamente come
compositore “inglese” e di H. Purcell, il più importante musicista inglese del
XVII secolo, anch’esso legato ai maestri della musica italiana, dei quali - come
scrisse nella prefazione delle dodici “Sonnata’s of III parts”, aveva
«fedelmente tentato una corretta imitazione». Di Händel e Purcell nel 2009 si
festeggiano importanti ricorrenze.
Prove aperte - "Le Sonate per flauto traverso e clavicembalo
di Handel e Bach" (21 giugno)
Per il giorno della Festa Europea della Musica non potevano essere più indicate
le figure dei due sommi tedeschi Handel e Bach, universalmente considerati due
dei più grandi geni della musica di tutti i tempi, sintesi mirabili degli stili
della loro epoca dal contrappunto severo all’opera e al concerto italiani,
dalla musica sacra alle forme di danza strumentali, dalle influenze francesi
alle dolci canzoni inglesi, in un’unica soluzione senza eguali nella storia
della musica e che ce li fa apparire idealmente “europei”. Verranno proposte
Sonate per flauto traverso e clavicembalo obbligato o basso continuo, alternate
da brani per clavicembalo solo di entrambi gli autori, dalla flautista Gabriella Melli e dalla clavicembalista Maria Cristina Capon.
Prova aperta - "Musiche inglesi al tempo di Dowland" (26
settembre)
Come è ormai noto per i tanti concerti tenuti in Ferrara nei suoi due anni di
attività, il Complesso Rinascimentale del Conservatorio di Ferrara, propone
solitamente repertori e generi del rinascimento italiano, e particolarmente
musiche contestuali alla grande stagione ferrarese.
Non di meno, per comprendere la singolarità ferrarese e delle corti italiane,
esplora occasionalmente repertori più lontani, tanto nel tempo (dal 1598 cessa
l'attività ferrarese), quanto nel luogo.
E' il caso della musica strumentale dell'epoca elisabettiana, qui riferita a
John Dowland (1562-1626) per antonomasia, e limitata al campo strumentale, non
vocale, secondo le trasposizioni dettate da Dowland stesso e da altri autori
contemporanei (Holborn, Lupo, Hume) come variante esecutiva delle loro musiche
vocali.
Al tempo di Elisabetta I fiorisce la grande stagione dei virginalisti e la
musica per liuto trova rinnovato slancio, ma vi sono comunque altri generi
strumentali di altissima valenza compositiva ed espressiva, come le suite di
danze (pavane a gagliarde in primis), le arie o temi originali (sine nomine)
realizzati a molte voci, e il brocken consort presente nel Mask e a teatro.
Quanto ai colori dei complessi strumentali, il primo Seicento inglese vede
consolidarsi la formazione delle viole da gamba, che in questa occasione vengono
affiancate dai grandi flauti dolci (passione di Enrico VIII) in un consort dal
meraviglioso risultato sonoro.