
Il progetto nasce da un pavimento già esposto nel museo, un vasto e complesso mosaico con figura centrale di Ercole ebbro. La presenza della soglia in pietra ha permesso di riposizionare la porta d’ingresso mentre gli affreschi e le decorazioni policrome parietali sono state ricreate sulla base dei resti di affresco rinvenuti nello scavo; è stato anche ricostruito un ampio lacerto di muro, visibile anche in sezione, in modo da poter apprezzare le tecniche edilizie di età romana. I mobili sono stati riprodotti ispirandosi ad oggetti ed affreschi rinvenuti a Pompei mentre i materiali collocati nella ricostruzione sono quelli rinvenuti nello scavo del triclinium della domus di via Finamore. Completano la scena e la rendono ancora più suggestiva alcune figure femminili a grandezza naturale, tratte da affreschi pompeiani.
Ristrutturato verso la fine del II sec. d.C. e distrutto da un incendio nella seconda metà del III, il triclinium della domus di via Finamore ebbe vita breve. La ricostruzione che presentiamo per le Giornate Europee del Patrimonio (27 e 28 settembre) restituisce al pubblico di ogni latitudine la visione di uno spazio sociale per eccellenza, luogo di giochi, danze e convivi; per l’occasione, il museo resta aperto dalle 10 alle 21.
Il progetto di Gian Pasquale Petrarca è stato realizzato dallo studio sarsinate “Artemisia” di Tamara Bosi e Valentina Tonetti, sotto il coordinamento scientifico di Chiara Guarnieri, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina con la collaborazione di Elisa Brighi. Fondamentale il sostegno della Fondazione Susanna Torri di Mercato Saraceno