Area Archeologica di Classe
Il quartiere portuale nel podere Chiavichetta
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Lo scavo nel podere Chiavichetta di Classe, iniziato nel 1974, ha interessato alcune strutture relative al quartiere immediatamente circostante il canale portuale che in questa zona di divide in due rami uno dei quali, largo approssimativamente 25 metri, è stato parzialmente scavato. Le costruzioni in corso di scavo sono relative alla fase bizantina della città di Classe e sono databili attorno alla metà del VI secolo d.C. anche se sono presenti alcune strutture appartenenti a fasi più antiche. Lo scavo, iniziato con una trincea di controllo parallela alla linea ferroviaria, ha attraversato parte di un'isola tra i due rami del canale portuale, il ramo secondario del canale stesso (B) e parte del quartiere sulla sponda sud con magazzini, fabbriche ed una strada pavimentata in trachiti.

Lucerna proveniente dal podere Chiavichetta        Lucerna proveniente dal podere Chiavichetta
Lucerne africane in ceramica

Attualmente le strutture identificate sull'isola sono scavate solo parzialmente: sono visibili due strade ad angolo retto, pavimentate in trachiti, una delle quali termina in un ponte di legno sopra il canale. Gli edifici che le fiancheggiano sono dotati di fognature ed hanno all'interno dei pilastri divisori in laterizio; qui sono stati trovati resti di pavimenti e rivestimenti parietali in marmo. In questa zona il canale portuale si presentava fiancheggiato da edifici porticati tutti dotati di moli indipendenti, in pietra e in legno, ben conservati; era inoltre dotato di banchine in laterizio (C) rinforzate da pali. Sulla sponda sud del canale sono presenti diversi edifici a pianta ben leggibile. Compresi tra il canale e la strada basolata che forma l'asse del quartiere, gli edifici presentano portici sia sulla facciata sul canale che sulla strada mentre sono divisi fra loro da stretti vicoli percorsi da profonde fognature in origine coperte. Il primo edificio da nord (1) doveva essere una fontana pubblica: resta la vasca quadrata circondata dalle basi di un colonnato. Il secondo e terzo edificio (2-3) sono magazzini. L'edificio 2, scavato quasi integralmente, ha l'interno diviso in navate da pilastri, un pozzo e presenta, al centro, un cortiletto quadrato con ricavata una cisterna per l'acqua piovana. Questo edificio ha avuto due fasi di costruzione, con planimetria leggermente sfalsata, come è visibile dalle riseghe di fondazione dei pilastri; il collegamento con il canale era costituito da un molo a scaletta in marmo. L'edificio 3 ha una pianta simile a quella del precedente, con una vasca rettangolare ricavata all'interno ed il portico sulla strada chiuso in una seconda fase. La struttura in lastre di marmo di riutilizzo (4), ad est, appartiene alla fase più antica dell'insediamento ed è identificabile come un pozzo pubblico circondato da una transennatura.

Solido di Onorio        Anello in ambra
Solido di Onorio e Anello in ambra

La strada A, come si evince dalle monete rinvenutevi, fu in uso almeno fino all'VIII secolo e sostituì una strada precedente, databile al V secolo d.C., pavimentata in frammenti laterizi anch'essa con diverse fasi di pavimentazione sovrapposte. È attraversata da fognature (D), con chiusini ed inghiottitoi, che scaricano tutte nel canale; alcune parti delle fogne sono state svuotate restituendo numerosissimi oggetti anche in materiale organico. Sul lato sud della strada A si trova una fornace per la produzione ceramica. Attualmente sono stati scavati due forni di dimensioni diverse, una vasca, condutture di scarico e moltissimo materiale -quasi tutto costituito da scarti di cottura- che permette di ricostruire la produzione della fornace consistente in ceramica fine da mensa (terra sigillata chiara), ceramica invetriata di lusso, ceramica comune da cucina, lucerne e anfore di tipologia diversa. La maggior parte dei vasi formava un vespaio per alzare il pavimento fra la prima e la seconda fase della fornace ed è databile all'epoca del primo impianto (prima metà del V secolo). La fornace utilizza come fondazioni le strutture di una casa tardoromana (III secolo d.C.), a pianta irregolare, di cui si riconoscono ancora i pavimenti in cocciopesto, le fognature e una scaletta in mattoni. Inoltre, a nord della fornace, sono state raccolte colature e scarti di vetro che fanno ipotizzare nella zona la presenza di una vetreria ancora da scavare: è quindi presumibile che sul lato ovest della strada A fossero ubicate fabbriche ed opifici.

Balsamari in vetro configurati
Balsamari a bulbo ottenuto a stampo in vetro

I materiali rinvenuti nello scavo sono abbondantissimi e testimoniano gli attivissimi rapporti commerciali con le varie zone dell'Impero bizantino. Le ceramiche vengono dall'Africa del nord, dalla Grecia, dall'Asia Minore, da Cipro e dall'Egitto mentre le anfore mostrano collegamenti anche con la Siria oltre che -logicamente- con la zona di Costantinopoli. Il che conferma che anche in epoca bizantina vennero privilegiati i collegamenti con le zone orientali dell'Impero. L'abbandono avvenne con il progressivo interramento del canale e gli edifici vennero demoliti per recuperarne i materiali; nello strato di macerie che copre gli edifici sono stati rinvenuti focolari e tombe "povere" anche questi poi coperti dalle alluvioni ed abbandonati.