Laboratorio di microscavo e restauro di Castel San Pietro Terme (BO).
Abilitata la rete wireless e il lavoro su server online
Home - Mostre e appuntamenti - Attività didattico scientifiche - Aggiornamento 13 ottobre 2008

Da qualche anno è attivo a Castel San Pietro Terme un Laboratorio di Microscavo e Restauro frutto di una intensa collaborazione tra il Comune e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa è stata avviata dopo i rinvenimenti di importanti sepolture villanoviane nella cava di Orto Granara e, in Comune di Imola, a Pontesanto.


L'inizio delle indagini archeologiche nella cava di Orto Granara

Il laboratorio ha successivamente esteso la sua attività inserendola in un progetto -centrato sulla documentazione dell‘età del Ferro- che riguarda alcuni fra i più importanti rinvenimenti di questo periodo nella nostra regione: le necropoli di Imola, Castel San Pietro, Verucchio (RN) e via Belle Arti a Bologna.


Fibula con ambra rinvenuta nella tomba 139 della Necropoli di via Belle Arti a Bologna

Nella sede del Laboratorio, che si trova a  Castel San Pietro Terme, nella Scuola Elementare Luciana Sassatelli, si svolgono molteplici attività che attraversano tutto il cammino dei materiali archeologici, dal momento della loro estrazione dal terreno alla didattica e valorizzazione museale. Per illustrare una parte di queste attività, nel 2004 è stata realizzata una mostra intitolata “Dalla Miniera al Museo. Archeologia di un manufatto dell’età del ferro”,  successivamente allestita anche nei Musei di Verucchio (Rimini) e Castelfranco Emilia (Modena).

         
La ricostruzione grafica di una cista (sinistra) e una situla in bronzo (destra)

Unendo risorse statali e private, e grazie anche alla collaborazione di altre istituzioni locali, come il Comune di Verucchio, il Laboratorio ha  messo a punto una metodologia specifica per gli interventi di microscavo che si basa sull'utilizzo di tecnologie innovative.
Oggi, anche in virtù del sostegno dello sponsor tecnico Raytalk Wireless Professionals,  l'attività del laboratorio registra un significativo passo in avanti. È stata infatti resa operativa una rete wireless (disponibile anche per la scuola che ospita il Laboratorio) che permette agli archeologi di lavorare via Internet su una banca dati e un server dedicati dove sono conservati i dati relativi a più di 20.000 oggetti provenienti da necropoli villanoviane: oltre 30.000 foto relative agli scavi e ai restauri già realizzati nonché circa 6000 foto e disegni di oggetti.


Due fibule rinvenute nella propria terra di rogo

L’accessibilità di questi dati consente agli operatori di avere sempre disponibili tutte le informazioni sulle condizioni di rinvenimento, sulle tecniche usate in precedenza negli interventi di restauro, sui confronti utili per studiare, interpretare e recuperare oggetti talvolta rinvenuti in condizioni precarie.
Per i prossimi mesi abbiamo in progetto la realizzazione, sempre a  Castel San Pietro Terme, di una nuova mostra che faccia conoscere alcuni dei risultati più significativi e una parte degli splendidi materiali che il lavoro nel laboratorio ha portato in luce. Oggetti realizzati con materie prime come il bronzo o l’ambra, frutto di scambi anche con aree molto distanti come l’Europa Centrale e il Mar Baltico, realizzazioni di un artigiano molto specializzato e in possesso di tecniche molto sofisticate.
Il Laboratorio di Castel San Pietro Terme rappresenta un ottimo esempio di come la collaborazione tra istituzioni statali e locali, unito ad un investimento certamente impegnativo, anche se di limitata entità, possa dare frutti davvero insuperabili per far conoscere un pezzo importante della storia di questo territorio.

 
Attingitoio (sinistra) e presentatoio (destra)

pagina a cura di Carla Conti, informazioni scientifiche di Patrizia von Eles