Accordo di collaborazione tra il MiBACT e il Dallas Museum of Art
Reperti del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara fruibili dal pubblico degli Stati Uniti
durata prestito: dal 30/10/2013 al 30/10/2017 (salvo proroga)
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A partire dal 2006/2007 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha stipulato accordi bilaterali con alcuni Musei statunitensi per ottenere la restituzione di reperti archeologici illecitamente fuoriusciti dall'Italia. Questi accordi prevedono la possibilità per gli istituti americani di ottenere in prestito alcune nostre opere per lungo tempo. In questo modo il MiBACT ha voluto favorire la restituzione di opere, consentendo al tempo stesso agli Americani di esporre nei propri musei opere che altrimenti avrebbero potuto varcare i confini solo in occasione di mostre, peraltro estremamente costose e di durata limitata. Con i prestiti a lunga durata gli istituti americani potranno offrire ai propri visitatori opere di pregio per tempi lunghi; i prestiti sono in genere di quattro anni, rinnovabili una sola volta.
Di questi accordi fa parte quello con il Dallas Museum of Art, che prevede la restituzione di sei oggetti archeologici provenienti da vari siti italiani (una coppia di scudi bronzei con testa di Acheloo, due crateri a volute apuli, uno dei quali attribuito al pittore Underworld, un cratere a calice a vernice nera e un’antefissa etrusca a testa femminile) in cambio di un prestito di reperti provenienti dalla necropoli di Spina, conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.
Nel settembre 2012, la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna aveva già prestato (sulla base di accordo analogo) al Metropolitan Museum of Art di New York un cratere proveniente dalla tomba 311 della necropoli di Valle Trebba di Spina.
In virtù dell'accordo bilaterale stipulato il 22 ottobre 2013 tra il MIBACT e il Dallas Museum of Art, la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna presta ora per quattro anni al museo di Dallas sette elementi del corredo della tomba 512 della necropoli di Valle Trebba di Spina

giornale di scavo
Necropoli di Valle Trebba. La tomba 512 così come descritta nel giornale di scavo

Questo dato è importante perché di solito i musei esteri espongono i vasi attici come singoli capolavori dell’antichità ma fuori dal contesto culturale e fisico dato dal corredo intero (ciò accade perché la maggior parte dei vasi è confluita nei musei stranieri attraverso le collezioni di nobili ed eruditi del XVIII o XIX secolo o attraverso più o meno illeciti acquisti negli ultimi due secoli). Questa volta, invece, grazie alla sensibilità di Maxwell Anderson, Direttore del Dallas Museum of Art, l’istituto americano ha voluto esporre un contesto funebre quasi per intero, con l'intento di attirare l’interesse dei visitatori non solo sui capolavori dell’artigianato antico ma anche su aspetti socioculturali della società etrusca di Spina.

La vetrina con i materiali di Spina nel Dallas Museum
I materiali prestati dal Museo Archeologico Nazionale di Ferrara esposti nella sezione classica del Dallas Museum of Art

La Soprintendenza ha offerto tutto il supporto possibile, collaborando anche alla stesura dei pannelli descrittivi e gettando le basi per una futura collaborazione anche di studio e ricerca.

destra Maxwell Anderson, direttore del Dallas Museum of Art e a Mario Cesarano, John Eagle
Da sinistra: Maxwell Anderson, direttore del Dallas Museum of Art, John Eagle, presidente del Board of Trustees, Mario Cesarano, archeologo della Soprintendenza BA Emilia-Romagna

1. Kylix attica su alto piede a figure rosse, tipo III Richter-Milne, attribuita al Pittore di Ferrara
Kylix attica su alto piede a figure rosse, tipo III Richter-Milne, attribuita al Pittore di FerraraDecorazione accessoria: su fondo interno, tra due linee risparmiate, fascia a meandro doppio, che inquadra la figura centrale. All’esterno, sotto le anse, tre palmette contornate da girali.
Decorazione principale: sul fondo interno, nel medaglione centrale, figura maschile nuda, resa di prospetto, leggermente piegata a sinistra con braccio destro proteso verso un albero, i capelli tenuti da una benda fogliata e con mantello orlato sulle spalle e tenuto da borchie; a destra una figura femminile di profilo a sinistra, con i capelli acconciati in alto, si piega a versare acqua da un’hydria, che tiene con entrambe le mani; al centro un albero, ai piedi un tripode e sul fondo una spada nel fodero con balteo.
All’esterno:
a. quattro personaggi a colloquio: un efebo con clamide orlata, tenuta da una borchia, appoggia la mano su un akonthion, di fronte a lui una donna di profilo a sinistra con mano destra alzata, chitone e mantello; ancora a destra un altro efebo, di pospetto con clamide orlata e appoggiato ad un bastone, e infine una donna di profilo a sinistra con chitone e mantello.
b. Altri quattro personaggi a colloquio: a sinistra un efebo con petaso orlato, con spada ed akonthion; a destra due figure femminili con chitone e mantello e una figura maschile brabata con scettro nella destra ed himation con chitone e mantello ad orlo puntinato.
Datazione: ultimo decennio del V sec. a.C.

2. Cratere a campana: attribuito al Pittore di Ferrara Sinis
Cratere a campana: attribuito al Pittore di Ferrara SinisDecorazione accessoria: all’esterno sotto l’orlo fregio di ovoli e in esergo una cornice con motivo a meandro.
Decorazione principale:
a. da sinistra verso destra: giovane stante, volto a destra, con bastone nella mano destra, petaso alle spalle, capo cinto da corona di alloro, ammantato, con calzari da viandante; Teseo, indicato da un’iscrizione sovraddipinta, indossa il petaso sulle spalle, un chitonisco allacciato alla vita e pieghettato, e reca la spada, della quale si vede soltanto l’impugnatura sul braccio sinistro. L’eroe tira giù un albero, che s’incurva e sotto al quale è la figura nuda di un uomo barbuto, che Teseo tira, nel quale può riconoscersi Sinis.
b. A sinistra efebo ammantato stante di profilo a destra che tende il braccio destro verso un altro efebo di profilo a sinistra, ugualmente ammantato.
Datazione: ultimo ventennio del V sec. a.C.

3. Alabastron frammentario
AlabastronAlabastron frammentario di alabastro bianco-avorio con macchie grigie orizzontali, scavato, sagomato e levigato al tornio
Probabile produzione etrusca. V sec. a.C.

4. Oinochoe attica a figure rosse attribuita al Pittore di Shuwalov
Oinochoe attica a figure rosse attribuita al Pittore di Shuwalov Ampia bocca rotonda con orlo estroflesso, con spalla molto convessa e corpo ovoide e piede a disco. Ansa sormontante a nastro.
Decorazione accessoria: serie di ovoli in alto e meandri in basso a incorniciare la scena principale
Decorazione principale: al centro una figura maschile gradiente verso destra, dotata di sandali da viandante, clamide sulla spalla sinistra, petaso alle spalle e doppia lancia, sta porgendo una collana con la destra, che ha tirato fuori da una cassetta che tiene aperta nella sua sinistra.
Lo segue un’ancella con i capelli raccolti, un peplo drappeggiato, che tiene nella destra una patera sbaccellata e nella sinistra un’oinochoe. Chiude la scena sulla destra, innanzi all’uomo, una donna seduta. SI è proposto di riconoscere nell’uomo Polinice e nella donna seduta Erifile.
Datazione 430 a.C.

5. Oinochoe attica a figure rosse attribuita al Pittore di Eretria
Oinochoe attica a figure rosse attribuita al Pittore di EretriaOinochoe attica a figure rosse con bocca trilobata, tipo I, attribuita al Pittore di Eretria
Bocca trilobata con orlo assottigliato e estroflesso; collo cilindrico; spalla quasi orizzontale, molto convessa; corpo ovoide; piede ad anello modanato; ansa sormontante, con costolature.
Decorazione: figure femminile in corsa verso sinistra con capelli raccolti da tenia, con ampio chitone drappeggiato fermato alle spalle, con largo apoptygma e mantelletto sul braccio sinistro.
Datazione: 470 a.C.

6. Fibula d’argento tipo Certosa
Fibula d’argento, di produzione etrusca, tipo Certosa
Datazione V sec. a.C.
Fibula d'argento tipo Certosa

7. Statuetta di bronzo con personaggio maschile nudo
Statuetta di bronzo con personaggio maschile nudoLa statuetta raffigura un personaggio maschile nudo, stante con braccio sinistro proteso e obliquo e gamba sinistra avanzata, su base a rocchetto con cavità circolare sul piano d’appoggio.
Produzione etrusca, bronzo fuso e sagomato in stampo e per martellatura
h cm. 11,3; diam. basamento cm 3,1.
Datazione: seconda metà V sec. a.C.

 

Per informazioni rivolgersi all'archeologo Mario Cesarano
Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
0532 66299